SENZA FINE (SPECIALE GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE)

(SPECIALE GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE)

TESTO DI Andrea Di Cianni
REGIA Alberto Genovese

“Senza Fine ” è un viaggio scenico (sei stanze), in cui i protagonisti raccontano la contrapposizione della donna nei confronti dell’uomo, entrando e uscendo dalle storie proposte grazie alla bellezza di una villa antica e le sue stanze

Sei stanze per mettere a nudo la violenza sulle donne. Il rapimento, il ricatto sessuale e psicologico, le botte: una costellazione di efferatezze che molti uomini compiono su molte, troppe donne. In un improbabile attimo di tempo, irreale e acronico incontro, donne vittime e uomini carnefici, parlano del loro vissuto e delle loro cicatrici. Appartengono a epoche, luoghi e contesti sociali molto differenti. Ma il vissuto che raccontano è universale: non ha tempo e non ha luogo. La violenza non si ferma con l’atto in sé: prosegue subdolamente in un clima sociale che spinge all’omertà e alla vergogna, che fruga pettegolo nei dettagli imbarazzanti, che condanna infine la donna per “essersela cercata”. Uno squarcio oltre le pareti domestiche, oltre la saturazione mediatica priva di senso. Un grido ininterrotto sulla differenza di genere. Le voci, degli attori, si uniscono e ciò fa sì che esse possano non solo dialogare tra loro, ma anche parlare alla sensibilità dello spettatore contemporaneo. Senza trascurare la forza del tema, ognuno dei protagonisti di “Senza Fine” porta in scena il proprio vissuto di violenza fisica o di condizionamenti psicologici o sociali; la faticosa e dolorosa ricerca di una via d’uscita da situazioni disperate; la capacità di reagire alle convenzioni fino ad approdare a scelte estreme. Sono racconti ma anche “attimi” di vita, che diventano qualcosa di nuovo dopo il trauma, la rottura e il distacco dal passato. Si interrogano, attraverso le voci di molteplici personaggi, sulle origini e sulle cause di un rapporto sbagliato fin dal principio. In aiuto la messa in scena curata da Cartanima Lab, che è fondamentale per far entrare gli spettatori nella vita dei protagonisti, come spiati da un buco della serratura. Uno spettacolo sulla possibilità e sulla necessità di reagire, di opporsi, di modificare la realtà esistente. Uno sguardo spigoloso su un tema difficile ma con la volontà precisa di opporsi a quell’atteggiamento d’ indifferenza e di distacco. Comprendere le ragioni della violenza per innescare quel cambiamento culturale che metta al bando disparità, pregiudizi e ignoranza che tra le mura domestiche, sul posto di lavoro, a scuola, per strada.